Fare Insieme

2 febbraio 2010

MOZIONE DEL TRENTINO PER IL CONGRESSO NAZIONALE IDV – ROMA 5/6/7 FEBBRAIO 2010


Italia dei Valori  – Trentino presenta al Congresso Nazione IdV la Mozione Politico-Programmatica che e’ stata redatta da:

Giuseppe Pisasale, Maria Vincenza Bernard, Aldo Candioli, Brunella Clementel, Walter Ferrari, Enrico Lo Marco, Carla Zanotti

ed e’ stata firmata e condivisa da piu’ di 90 iscritti IDV

scarica la mozione_IdV_Trentino.pdf

Documento politico – programmatico Idv Trentino

Obiettivi strategici e programmatici

I firmatari di questo documento aderiscono con convinzione ai principi ed agli ideali del nostro partito, così come si riconoscono nell’ attuale linea politica portata avanti, in questi anni, dai nostri dirigenti nazionali, in primis dal presidente Antonio Di Pietro.
Si sottolinea che il presente documento vuole essere un contributo al dibattito per il prossimo Congresso nazionale.
Fatta questa premessa, si sostiene che l’Italia dei Valori è il partito che rappresenta, in questa fase storica, il riscatto morale della nostra gente, quella legata ai territori, ai principi della buona educazione, ai valori del vivere civile, nonchè dell’onestà e della moralità pubblica. In sostanza, un partito che si impegna a riconoscere dignità alla politica, quella politica che è rispettosa delle regole e dei principi di sobrietà, innervata di rigore morale.
Per raccogliere questa sfida, occorre, con molta umiltà, condividere i suggerimenti provenienti dalla società civile, dai lavoratori, dai giovani e dagli anziani, dalla gente comune, come anche da chi fa impresa e da chi si spende nel volontariato.
Non rispondere a queste sollecitazioni, sarebbe un atto di ingenerosità che si materializzerebbe in una ulteriore disaffezione alla politica. E, nel contempo, sarebbe un torto nei confronti di uomini e donne che lottano con fatica, giorno dopo giorno, per la costruzione di un mondo senza disuguaglianze, per un mondo migliore.
Senza presunzione, se vogliamo essere dei protagonisti, dobbiamo scolpire, nei nostri cuori di militanti dell’Italia dei Valori, la cultura delle regole, l’onestà, la legalità, il senso civico, la pratica della politica come un servizio al bene comune. Nell’ottocento, in maniera insana, il nostro Paese venne definito una semplice espressione geografica; i nostri antenati, i nostri padri, con tenacia, a costo di sacrifici immani, ribaltarono questa opinione, facendo di un paese disunito un grande Paese democratico, evoluto sul piano economico e rispettato nel mondo. A noi oggi spetta il compito di non disperdere questo patrimonio, ma di implementarlo per costruire un futuro degno delle nostre tradizioni.
Reagire alla decadenza
Intanto, oggi, dobbiamo pensare alle sfide che abbiamo di fronte, che sono reali e non saranno vinte facilmente in breve tempo.
Da diversi anni ci portiamo sulle spalle un debito pubblico, smisurato che non riusciamo a ridurre. Da decenni dobbiamo riformare la giustizia, rendendola sì più spedita e più efficace, ma soprattutto garantendo la certezza della pena per chi sbaglia, nessuno escluso, sulla base che la legge è, e deve essere, uguale per tutti.
Da tempo dobbiamo riformare la scuola, la Rai, la mala sanità, le pensioni, la legge sulla cittadinanza. Purtroppo se facciamo qualcosa la facciamo con lentezza eccessiva. Non sono da sottovalutare, poi, il tarlo della corruzione, le associazioni di mafia, la politica che produce leggi ad personam, gli sprechi, i privilegi, l’evasione e l’elusione fiscale, come anche il costo della politica, che ormai ha raggiunto livelli di insopportabilità. Non dimentichiamo, poi che ci sono pezzi di territori il cui governo è in mano alla camorra ed alla mafia; questioni non più tollerabili per un Paese che si ritiene avanzato e civile. Spesso ci si chiede, “ perché in Italia le cose vanno in questo modo?” I motivi sono tanti, ma tutti riconducibili a una sensazione precisa, “non crediamo più nel futuro”. Si fa strada la inquietante paura che il declino dell’Italia sia inevitabile, che si vada verso la secessione.
Contenuti programmatici.
E’ giusto che il nostro Partito, con dignità e perseveranza e senza imprudenza, si faccia carico di questo malessere ormai dilagante, accettandone la sfida con sobrietà e concretezza. Anche perché abbiamo territori, regioni, dove ancora l’onestà, la morale pubblica, l’impegnarsi per il bene comune, sono valori fondanti. Abbiamo Università dove si fanno ricerca e formazione di livello internazionale.
Dove imprese e università hanno costituito un sodalizio fecondo di risultati positivi.
Pertanto, l’Italia dei Valori deve mettere al centro del suo agire una nuova progettualità, partendo dall’assunto che bisogna coinvolgere una pluralità di soggetti nei processi decisionali della politica.
In tale contesto programmatico, bisogna assumere grande responsabilità verso l’ambiente con il quale dobbiamo recuperare un rapporto di rispetto e di equilibrio, anche perché lo stesso possa rappresentare, come l’ha rappresentato in passato, la vera opportunità per il futuro.
Occorre investire nel campo della ricerca e dell’innovazione, lanciando un programma di iniziative, tese a coniugare sviluppo economico e rispetto dell’ambiente. E’ necessario, inoltre, investire con più determinazione, dove abbiamo competenze, maggiormente in settori nuovi, come le energie alternative.
Un esempio è il Trentino dove nell’autostrada A22 presso Isera è stata realizzata una barriera antirumore, dotandola di un impianto fotovoltaico di oltre un Km. Tale opera oltre a rendere vivibile l’area circostante produce energia elettrica.
Nei centri urbani si attivi una politica ambientale in grado di ridurre le polveri sottili, Pm 2, e Pm10, che sono dannose alla vita
umana. Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, bisogna dire “NO!” agli inceneritori, perché immettono nell’aria nanoparticelle altamente nocive e cancerogene. Invece, attraverso una politica rigorosa, bisogna puntare, sia alla riduzione della produzione dei rifiuti solidi urbani, che alla differenziata spinta, che fa degli stessi una risorsa industriale. Il centro di Vedelago (in provincia di Treviso) insegna. In Trentino sulla differenziata siamo sul 65% e con umiltà possiamo dire che basta volerlo e, ovunque, si possono ottenere questi risultati.
Un altro aspetto importante, da non sottovalutare, è quello relativo al turismo. L’Italia, in passato, era una delle più ambite mete turistiche. Da ogni parte arrivavano visitatori perché attratti dai nostri musei ricchi di opere d’arte, dal nostro bacino archeologico e dai nostri paesaggi. Si propone la riconsiderazione di questo settore, curandone la crescita qualitativa attraverso l’alta formazione.
E’ necessario e fondamentale, inoltre, un accordo con il mondo delle imprese a cui facciamo l’offerta di una vigorosa alleanza politica che si basi sulle regole per aumentare la trasparenza dei mercati.
Si aggiunga pure che coloro che producono con intelligenza prodotti di qualità e sanno essere competitivi avranno tutto il nostro riconoscimento e tutto il nostro sostegno.
Ai sindacati dei lavoratori proponiamo un piano in cui si mettano al centro: sicurezza nei posti di lavoro, salari e pensioni dignitosi,in linea con i paesi più evoluti dell’area industriale.
Nell’ambito della sfera delle tutele si riaffermi con forza la non negoziabilità di alcuni valori di fondo, iniziando dal valore della laicità, dell’informazione plurale e finendo al tema del testamento biologico, della ricerca sulle cellule staminali e della fecondazione assistita.
E’ doveroso, anche, che, per gli anziani fragili, si costruisca un nuovo patto per la salute, mentre per quelli attivi si aprano nuove opportunità di inserimento nella vita sociale e lavorativa, anche perché in futuro la società dovrà confrontarsi con la loro ascesa demografica.
Per progettare un nuovo modello di welfare, ispirato alla massima inclusione sociale, è fondamentale realizzare una grande alleanza con i giovani, poiché negli ultimi anni sono stati trascurati nella loro richiesta di protagonismo e di rappresentanza, come anche nelle loro esigenze lavorative.
Allo stesso modo, riteniamo fondamentale valorizzare l’occupazione femminile. Anche perché viene sostenuto che una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro darebbe al nostro Paese una forte spinta al suo sviluppo.
Si ritiene anche che sul piano sociale si debba attivare un maggiore impegno nei confronti delle persone diversamente abili.
Inoltre, dobbiamo ribadire con coraggio che gli immigrati, che
sono rispettosi della nostra mentalità e dei valori della nostra
gente, meritano rispetto e riconoscimento del loro ruolo sociale, alla stregua dei cittadini italiani.
Siamo, altresì, consapevoli che l’Italia federale ormai faccia parte
della nostra carta costituzionale, ma occorre, per non creare inutili tensioni istituzionali e sociali, riservare grande attenzione alle regioni a Statuto speciale non per il mantenimento di privilegi, piuttosto per riconoscere la particolarità delle loro tradizioni e del loro vissuto storico.
Costruire alleanze per l’alternanza
Su tutti questi temi ed obiettivi auspichiamo che si apra una stagione di dialogo e di confronto con tutte le forze democratiche e riformiste, che siedono nel Parlamento, al fine di trovare una vera alternanza all’attuale governo che ci sta traghettando, in perfetta decadenza morale e civile, verso un futuro ricco di incognite.
E, per finire, al partito, per meglio radicalizzarsi nei territori, si chiede di aprirsi a nuove sensibilità politiche, di costruire maggiori spazi di dibattito, di discussione e di approfondimento, nell’Italia dei Valori e con l’Italia dei Valori, per elaborare idee e progetti da condividere con i cittadini, nei circoli, nella rete e nei luoghi di lavoro.

1 commento »

  1. Il mio parere (di semplice elettore dell’IDV) è di assoluta condivisione della mozione, che sicuramente otterrà sostegno ed approvazione nel congresso. Vorrei solo osservare che trovo un po’ precipitosa l’affermazione che l’Italia federale sia già nella nostra Costituzione. Ammenoché non sia troppo lacunosa la mia conoscenza della Carta. A proposito della quale, non troverò mai sufficienti parole per lodarne la strenua, caparbia, competente difesa che mi sembra la centralità programmatica dell’IDV.

    Commento di Michele — 6 febbraio 2010 @ 15:58 | Rispondi


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